domenica 12 novembre 2017

ADESSO LA FEDERAZIONE RUSSA FA VERAMENTE PAURA!

Sfatare due miti americani

Ci sono due miti, profondamente impressi nelle menti della maggior parte degli americani, che sono estremamente pericolosi e che possono portare ad una guerra con la Russia.
  • Il primo mito è il mito della superiorità militare statunitense.
  • Il secondo mito è il mito dell’invulnerabilità statunitense.
Credo che sia fondamentale sfatare questi miti prima che finiscano per costare milioni di vite e indicibili sofferenze.
Nel mio ultimo pezzo per Unz Review ho discusso i motivi per cui le forze armate statunitensi non sono affatto così avanzate come la macchina propagandistica americana ci fa credere. E, anche se l’articolo era una discussione sulle tecnologie militari russe, ho fatto solo un esempio, en passant, delle tecnologie militari russe, confrontando il T-57 PAK FA [Il Sukhoi Su-57, noto anche come PAK FA] con l’F-35 statunitense (se volete veramente capire che disastro sia l’F-35, per favore leggete questo e questo [entrambi i link in inglese]).
Innanzitutto, sono generalmente riluttante a concentrarmi sui sistemi d’arma, perché credo fermamente che, nella stragrande maggioranza delle guerre del mondo reale, le tattiche siano molto più importanti delle tecnologie. In secondo luogo, Andrej Martjanov, esperto di questioni militari russe e di guerra navale, ha recentemente scritto due ottimi pezzi sulle tecnologie militari russe (si veda qui e qui [entrambi i link in inglese]) che hanno fornito molti altri esempi (si veda il blog di Martjanov [in inglese]). Dopo aver letto alcuni commenti pubblicati sotto i miei articoli e quelli di Martjanov, penso che sia importante, cruciale in realtà, recapitare a casa il messaggio a coloro che sono ancora condizionati dalla macchina propagandistica a congedare immediatamente qualsiasi nozione di vulnerabilità statunitense o, ancor più, di inferiorità tecnologica.
Non ho illusioni sulla capacità di coloro che ancora guardano la scatola per idioti di essere svegliati dal loro stupore letargico dagli avvertimenti di Paul Craig Roberts, di William Engdal, di Dmitrij Orlov, di Andrej Martjanov o di me stesso. Ma credo anche che dobbiamo continuare a provare, perché il partito della guerra (l’Unipartito Neoconservatore) sta cercando con tutte le forze di scatenare un conflitto con la Russia. Quindi quello che propongo di fare oggi è collegare le nozioni di “guerra con la Russia” e “sofferenze immediate e personali”, mostrando che se la Russia fosse attaccata, due simboli più sacri degli Stati Uniti, le portaerei e la terraferma americana stessa, verrebbero immediatamente attaccati e distrutti.
Il mito delle portaerei
Devo confessare che anche durante la Guerra Fredda ho sempre visto le portaerei statunitensi come bersagli facili che i sovietici avrebbero distrutto con semplicità. Mi sono fatto quest’opinione sulla base del mio studio sulle tattiche sovietiche anti-portaerei e sulla base di conversazioni con amici (compagni di studio) che hanno effettivamente servito sulle portaerei americane.
Vorrei avere il tempo e lo spazio per una descrizione dettagliata di come sarebbe stato un attacco sovietico dell’epoca della Guerra Fredda ad un gruppo da battaglia statunitense incentrato su una portaerei, ma tutto quello che dirò è che avrebbe coinvolto sciami di missili pesanti lanciati da aerei e navi, provenienti da direzioni diverse, alcuni avrebbero sfiorato le onde, altri sarebbero arrivati da alta quota, tutti a velocità tremende, combinati con altri missili lanciati dai sottomarini e addirittura con dei siluri. Tutti questi missili sarebbero stati “intelligenti” e collegati in una rete: avrebbero condiviso i dati dei sensori, assegnato gli obiettivi (per evitare di colpire lo stesso bersaglio), utilizzato le contromisure, ricevuto le correzioni delle traiettorie, ecc. Questi missili sarebbero stati lanciati da distanza di sicurezza da bombardieri supersonici o da sottomarini in immersione. Il tracciamento dei bersagli avrebbe coinvolto satelliti e tecnologie avanzate di ricognizione navale.
I miei amici della US Navy erano assolutamente consapevoli di tutto questo, e ridevano della propaganda ufficiale statunitense (allora c’era Reagan) che affermava che l’US Navy “avrebbe portato la guerra ai russi” schierando le portaerei in prima linea. In diretto contrasto, i miei amici mi hanno detto che la prima cosa che l’US Navy avrebbe fatto sarebbe stato ritirare immediatamente tutte le portaerei lontano dall’Atlantico settentrionale verso le acque molto più sicure a sud del cosiddetto GIUK gap. Quindi ecco la dura verità: le portaerei sono progettate per far rispettare il dominio dell’Impero Anglo-Sionista alle nazioni piccole e sostanzialmente indifese (come l’Iraq di Saddam Hussein). Nessuno nella US Navy, almeno non alla fine degli anni ‘80, considerava seriamente di schierare le portaerei con i relativi gruppi da battaglia vicino alla Penisola di Kola per “portare la guerra ai russi”. Questa era pura propaganda. Il pubblico non lo sapeva, ma tutti i membri della US Navy sapevano la verità.
[Nota a margine: se vi interessa l’argomento della sopravvivenza delle portaerei, consultate questo articolo russo tradotto [in inglese] da un membro della nostra comunità, che è un esempio piuttosto tipico di come i russi non credono affatto che le portaerei statunitensi siano degli obiettivi così difficili da distruggere]
Quello che era vero allora è ancora più vero oggi, e non riesco ad immaginare nessuno al Pentagono che progetta seriamente di attaccare la Russia con l’aviazione navale. Ma anche se la US Navy non intende usare le sue portaerei contro la Russia, ciò non significa che i russi non possano cercare attivamente le portaerei americane e distruggerle, anche se sono molto lontane dalla Russia.
Dopo tutto, anche se sono totalmente obsolete per una guerra tra superpotenze, le portaerei rappresentano ancora obiettivi fantasticamente costosi, il cui valore simbolico rimane immenso. La verità è che le portaerei americane sono il bersaglio più appetibile che qualsiasi nemico possa sperare: (relativamente) piccole, (relativamente) facili da distruggere, distribuite in molte località del globo – le portaerei statunitensi sono quasi dei “pezzi di Stati Uniti, solo molto più vicini”.
Vi presento il missile ipersonico 3M22 Zirkon
Innanzitutto, alcuni dati fondamentali su questo missile (dalle Wikipedia in lingua inglese e russa):
  • Gittata a bassa altitudine: da 135 a 270 miglia nautiche (da 250 a 500 Km).
  • Gittata ad elevata altitudine: 400 miglia nautiche (740 Km) in una traiettoria semi-balistica.
  • Gittata massima: 540 miglia nautiche (1.000 Km)
  • Altitudine massima: 40 Km
  • La gittata media è di circa 400/450 Km.
  • Velocità: Mach 5-Mach 6 (6.125-7.350 Km/h; 1,7015-2,0417 Km/s).
  • Velocità massima: Mach 8 (9.800 Km/h; 2,7223 Km/s) durante un test.
  • Testata: 300-400 Kg (ad alto potenziale esplosivo o nucleare)
  • Forma: bassa sezione radar equivalente con rivestimento radar-assorbente.
  • Costo per missile: 1-2 milioni di dollari (a seconda della configurazione)
Tutto questo è già molto impressionante, ma ecco il singolo fatto più importante di questo missile: può essere lanciato da *qualunque* piattaforma: incrociatori, naturalmente, ma anche fregate e persino piccole corvette. Può essere lanciato da sottomarini nucleari e diesel-elettrici. Può essere lanciato anche da bombardieri a lungo raggio (Tu-160), bombardieri a medio raggio (Tu-22M3), caccia-bombardieri/aerei d’attacco a medio raggio (Su-34) e anche, secondo alcune notizie, caccia multiruolo per superiorità aerea (Su-35). Infine, questo missile può essere sparato anche dalla terraferma. Infatti può essere lanciato da qualsiasi piattaforma in grado di lanciare l’ormai famoso missile Kalibr, il che significa che anche un mercantile o un peschereccio potrebbe trasportare un lanciatore con un missile Zirkon nascosto. Parlando chiaramente, ecco che significa:
  1. La Russia ha un missile che non può essere fermato o ingannato da nessuno degli attuali e prevedibili sistemi d’arma anti-missile della US Navy.
  2. Questo missile può essere schierato *ovunque* su *qualsiasi* piattaforma.
Permettetemi di ripeterlo ancora: praticamente qualsiasi nave russa e praticamente qualsiasi velivolo russo d’ora in poi avrà la potenziale capacità di affondare una portaerei statunitense.
In passato tali capacità erano limitate a navi (classe Slava), sottomarini (classe Oscar) o aerei (i Backfire) specifici. I sovietici avevano un’offerta grande ma limitata di tali piattaforme, ed erano limitate a dove potevano essere dispiegate. Questa era è finita. D’ora in poi, uno sciame di 3M22 Zirkon potrebbe apparire in qualsiasi punto del pianeta, in qualsiasi momento, e senza preavviso (5000 miglia all’ora di velocità non lasciano al bersaglio assolutamente nulla di paragonabile persino ad un breve tempo di reazione). Infatti, l’attacco potrebbe essere così rapido che non potrebbe nemmeno lasciare al bersaglio il tempo necessario di indicare che è sotto attacco.
A proposito, niente di quanto detto è un grande segreto.
Basta scrivere “missile zirkon” nel vostro motore di ricerca preferito e otterrete un sacco di risultati (131.000 su Google, 190.000 su Bing). Infatti, molti specialisti hanno dichiarato che lo Zirkon segna la fine della portaerei come una piattaforma per la guerra moderna. Queste affermazioni sono ampiamente esagerate. Come ho scritto sopra, le portaerei sono strumenti ideali per terrorizzare, minacciare, tiranneggiare e attaccare piccoli paesi indifesi. Anche i paesi di medie dimensioni avrebbero difficoltà ad affrontare un attacco proveniente da portaerei statunitensi. E quindi, io penso personalmente che fino a quando il mondo continuerà ad utilizzare il dollaro americano, e quindi, finché l’economia statunitense continuerà ad affidarsi alla creazione di denaro dal nulla, e allo spenderlo come se non ci fosse un domani, le portaerei hanno ancora un brillante, anche se moralmente repellente, futuro davanti a loro.
E, naturalmente, la US Navy non utilizzerà le portaerei per minacciare la Russia. Ancora una volta, la stampa statunitense è stata piuttosto aperta circa il potenziale letale dello Zirkon, ma quello che raramente (mai?) menziona sono le conseguenze politiche e strategiche della diffusione dello Zirkon: d’ora in poi la Russia avrà un bersaglio americano facile e di grande valore che può distruggere ogni volta che vuole. Potete pensare alla flotta di portaerei americane come 10 ostaggi USA ai quali i russi possono sparare in qualsiasi momento. E ciò che è cruciale è questo: un attacco ad una portaerei americana non sarebbe un attacco alla patria statunitense, né sarebbe un attacco nucleare, ma lo shock psicologico derivante da un simile attacco potrebbe ben essere paragonabile ad un (limitato) attacco nucleare al territorio statunitense.
Ciò, da una parte, inibisce notevolmente la volontà russa di colpire le portaerei statunitensi, poiché questo potrebbe esporre la Russia a misure di ritorsione molto gravi (inclusi eventualmente degli attacchi nucleari). D’altra parte, tuttavia, in termini di “dominio dell’escalation[in inglese] questo stato di cose dà un grande vantaggio alla Russia, in quanto gli Stati Uniti non dispongono di obiettivi russi con un valore reale e simbolico simile a quello di una portaerei statunitense.
C’è un altro aspetto di questo problema che viene spesso ignorato. Gli analisti occidentali parlano spesso di una strategia russa di “deterrenza per negazione” e “negazione dell’accesso ad un’area” (A2AD) [entrambi i link in inglese]. È soprattutto questo il tipo di linguaggio che ti offre una promozione e un aumento di stipendio nei think tank di USA e NATO. Ciononostante, c’è un pizzico di verità nel fatto che i missili russi avanzati stanno ora offrendo alla Russia un modo molto economico per minacciare anche beni statunitensi incredibilmente costosi. Peggio ancora, la Russia è disposta (ansiosa, in realtà) ad esportare questi (relativamente poco costosi) missili in altri paesi.
Trovo divertente vedere come i politici statunitensi siano in stato di isteria costante per il rischio di proliferazione nucleare, ma non riescano a capire che i missili antinave convenzionali sono una minaccia formidabile e molto più presente. Certo, ci sono trattati che limitano l’esportazione di missili, come l’MTCR [in inglese], ma si applicano solo ai missili con una portata di oltre 300 Km. Con i moderni missili balistici e da crociera che diventano più piccoli, più letali e più facili da nascondere, e con gittate che sono (relativamente) facili da estendere, trattati come l’MTCR stanno diventando sempre più obsoleti.
La morale è questa: fino a quando ci saranno dei deterrenti, attaccare le portaerei statunitensi non ha alcun senso per la Russia; tuttavia, non appena cesseranno di esistere i deterrenti, attaccare le portaerei statunitensi, ovunque sul pianeta, dà alla Russia una capacità di dominazione dell’escalation estremamente flessibile e potente, che gli Stati Uniti non possono in nessun modo contrastare.
Attaccare il Sancta Sanctorum – la “patria” statunitense
Se pensate che la discussione sull’attaccare le portaerei americane sia stata brutta, adesso entreremo nel territorio “Dr. Stranamore” e discuteremo di qualcosa che gli americani trovano assolutamente impensabile: gli attacchi al territorio degli Stati Uniti. È vero, per il resto dell’umanità, qualsiasi guerra per definizione comprende la possibilità reale di attacchi contro le proprie città, città e persone.
Ma per gli americani, che sono abituati a spargere violenza e morte lontano dalle proprie pacifiche città, la nozione di un attacco devastante contro il territorio statunitense è praticamente impensabile. L’11 Settembre, la perdita di 3000 persone innocenti ha messo la grande maggioranza degli americani in uno stato totale di shock che ha causato una massiccia sovra-reazione a tutti i livelli (il che era ovviamente esattamente lo scopo di questa operazione sotto falsa bandiera degli Stati Profondi americano e israeliano). Proprio come per le portaerei, i pericoli di una reazione eccessiva statunitense dovrebbero servire da deterrente per qualsiasi attacco al territorio statunitense.
Ma, proprio come con le portaerei, è vero solo a condizione che la deterrenza esista. Se il territorio russo diventasse oggetto di un attacco statunitense, ciò indicherebbe chiaramente che la deterrenza è fallita, e che le forze armate russe dovrebbero ora passare dalla modalità deterrente alla modalità da combattimento. A questo punto, la sovra-reazione degli americani di essere attaccati o subire perdite potrebbe paradossalmente provocare una sveglia dell’ultimo minuto che indicherebbe a tutti che quello che verrà dopo sarà veramente devastante.
Vi presento il missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat
Sebbene ufficialmente si sappia molto poco del Sarmat e dello Yu-71, la realtà è che Internet è piena di congetture bene informate che ci danno un’idea abbastanza chiara sul tipo di sistemi con cui abbiamo a che fare.
Si può pensare all’RS-28 Sarmat come un successore del già formidabile missile R-36 Voevoda (SS-18 Satan secondo la classificazione statunitense): è un missile balistico intercontinentale pesante e molto potente, con testate multiple che tracciano indipendentemente i bersagli:
  • Peso: 100 tonnellate
  • Carico utile: 10 tonnellate
  • Testate: da 10 a 15
  • Veicoli plananti ipersonici: 3-24 (ovvero lo Yu-71 di cui discuteremo in seguito)
  • Gittata: 10.000 Km
  • Guida: inerziale, satellitare, e tramite navigazione celeste
  • Traiettoria: Capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale
l’RS-28 “Sarmat” a combustibile liquido (in questo video del 30-8-17, in anteprima su decamente libera [http://decamentelibera.blogspot.it/2017/09/in-anteprima-come-mosca-e-tornata-la.html], "incredibilmente", la divisione aerospaziale delle forze di difesa russe mostra come sia stato addirittura implementato su piattaforma estremamente agile e mobile) capace di portare tra i 10 ed i 24 MIRV "inintercettabili" x tot. di 50 Mton.
Quest’ultima frase, capace di utilizzare un sistema di bombardamento orbitale frazionale, è cruciale, in quanto significa che a differenza della maggior parte degli ICMB sovietici/russi, i Sarmat non devono volare sul Polo Nord per colpire negli Stati Uniti. Infatti, i Sarmat potrebbero volare sopra il Polo Sud o, se è per questo, in qualsiasi direzione e raggiungere comunque qualsiasi obiettivo negli Stati Uniti. Questa capacità è di per sé più che sufficiente per sconfiggere qualsiasi tecnologia anti-missile statunitense attuale e prevedibile.
Ma poi migliora, o peggiora, a seconda della vostra prospettiva: le testate del Sarmat sono in grado di volare in orbite basse, manovrare e poi gettarsi improvvisamente verso i loro obiettivi. L’unico modo per sconfiggere un simile attacco sarebbe quello di proteggere gli Stati Uniti con un sistema antimissile che li difenda a 360°, cosa che gli Stati Uniti sono lontani decenni dallo sviluppare. E se queste caratteristiche già formidabili non bastassero, ogni Sarmat può portare fino a 3-24 (a seconda di quanti servono) veicoli plananti ipersonici Yu-71.
Vi presento lo spazioplano ipersonico (HGV) Yu-71 (alias “Objekt 4202”)
Ancora una volta, questo è un argomento a malapena trattato dai media, e si possono trovare numerosi articoli che descrivono cos’è un veicolo planante ipersonico e come può essere utilizzato. (il miglior articolo che ho trovato in inglese è stato scritto da Global Security, e si intitola “Objekt 4202/Yu-71/Yu-74[in inglese]).
Ecco un riassunto di ciò che pensiamo di sapere su questo veicolo:
  • Velocità massima: da Mach 5, secondo Scott Ritter, a Mach 9, secondo una fonte russa quasi ufficiale, a Mach 15, secondo Sputnik [tutti i link in inglese], a Mach 20 (cioè 7 km al secondo, o 25.200 Km/h), secondo Global Security. Qualunque sia la vera velocità, sarà fantastica e molto, molto lontana dal tipo di velocità che i sistemi anti-missile americani attuali o prevedibili potrebbero sperare di raggiungere.
  • Ipermanovrabilità: le fonti russe descrivono lo Yu-71 come “сверхманевренная боеголовка” o “testata ipermanovrabile”. Quello che significa esattamente in termini di sollecitazioni gravitazionali sostenute non ha importanza, perché non si tratta del combattimento aria-aria, ma della capacità di effettuare improvvisi cambiamenti di rotta, rendendo quasi impossibile ai sistemi anti-missili calcolare una soluzione di’attacco.
  • Testata: nucleare e convenzionale/cinetica.
Quest’ultima riga è molto interessante. Ciò significa che, considerando le velocità raggiunte dallo Yu-71, non è necessario dotarlo di una testata convenzionale (ad alto potenziale esplosivo) o nucleare. L’energia cinetica generata dalla sua alta velocità è sufficiente a creare un’esplosione simile a quella che potrebbe generare una grande testata convenzionale o una piccola testata nucleare.
E adesso mescolate il tutto
Avete notato le somiglianze tra il missile Zirkon e la combinazione Sarmat+Yu-71?
In entrambi i casi abbiamo:
  1. un attacco che può provenire da qualsiasi direzione
  2. una velocità d’attacco e una capacità di manovra che rendono impossibile l’intercettazione
  3. la capacità per la Russia di distruggere un bersaglio americano di grande valore in tempi brevissimi
È sorprendente vedere che mentre i decisori statunitensi stavano parlando del loro programma Prompt Global Strike [in inglese], i russi realizzavano efficacemente la propria versione di questa capacità, molto più velocemente degli USA e ad una frazione del costo.
Questi sono tutti modi ideali per “portare la guerra a casa” e per incoraggiare un paese che ha goduto dell’impunità totale per le sue politiche a pensare seriamente alle conseguenze del fare casino con le persone sbagliate.
Per rendere le cose ancora più potenzialmente pericolose per gli Stati Uniti, la stessa geografia che ha protetto gli Stati Uniti per così tanto tempo sta diventando una delle sue principali vulnerabilità. Attualmente il 39% della popolazione americana vive in contee che si trovano sul litorale. Infatti, la densità di popolazione delle contee costiere è più di sei volte superiore alle corrispondenti contee interne (fonte [in inglese]). Nel 2010 l’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti d’America ha prodotto una relazione affascinante intitolata “Tendenze della popolazione costiera negli Stati Uniti: dal 1960 al 2008[in inglese], che mostra che le contee costiere offrono un’“intensa concentrazione di attività economiche e sociali”.
Infatti, un gran numero di città statunitensi, centri industriali e hub economici si trovano vicino alla costa degli Stati Uniti, il che li rende tutti obiettivi *ideali* per gli attacchi missilistici russi convenzionali che potrebbero essere lanciati da lunghe distanze (incluso il mare aperto). E non stiamo parlando di un futuro, ipotetico missile da crociera, stiamo parlando degli stessi missili Kalibr che i russi hanno usato contro i Takfiristi in Siria. Guardate questo video molto ben fatto che spiega come i missili da crociera Kalibr  [3m-54 Klub & Kalibr] possono essere nascosti praticamente ovunque e utilizzati con effetti devastanti su obiettivi militari e/o civili:
La realtà è che il territorio statunitense è estremamente vulnerabile a qualsiasi tipo di attacco. Ciò è solo in parte dovuto ai recenti progressi russi nella tecnologia militare. Ad esempio, le pratiche di produzione o di consegna “al momento” [“just on time” in inglese], volte a ridurre al minimo i costi e il magazzino, sono estremamente pericolose dal punto di vista strategico/militare, dato che bastano piccolissimi inconvenienti (ad esempio nella rete di distribuzione) per creare conseguenze catastrofiche. Allo stesso modo, l’elevata concentrazione di alcune industrie in aree specifiche degli Stati Uniti (il petrolio nel Golfo del Messico) serve solo a indebolire ulteriormente la capacità degli Stati Uniti di adottare qualsiasi tipo di contromisura in caso di guerra.
La maggior parte degli americani che guardano la televisione respingerebbe tutto quanto detto dicendo che “prenderemo a calci in culo chiunque venga a fare casino con noi” o qualcosa di altrettanto sofisticato. E in questo c’è del vero. Ma ciò che indica questa mentalità è anche una totale incapacità mentale di operare in uno scenario in cui la deterrenza è fallita e l’“altro tizio” sta venendo a prendervi. Quella mentalità è la prerogativa dei civili. Coloro che hanno il compito di difendere il proprio paese non possono semplicemente pensare in questo modo, e devono guardare oltre la “soglia della deterrenza”. Sarà a loro che verrà chiesto di risolvere il macello una volta che i civili sono fottuti.
Pare che Georges Clemenceau una volta disse che “la guerra è un affare troppo serio per affidarlo ai militari”. Io credo che sia vero l’esatto contrario, che la guerra sia un affare troppo serio per affidarlo ai civili, specialmente ai neoconservatori americani (la maggior parte dei quali non ha mai trascorso neanche un giorno in uniforme) e che fanno sempre sembrare la prossima guerra facile, sicura e indolore. Ricordate Ken Adleman e la sua famosa “passeggiata” irachena [in inglese]? Lo stesso tipo di feccia oggi è al comando e ci vogliono far credere che anche la prossima guerra sarà una passeggiata, o che essere in rotta di collisione ad alta velocità con la Russia è qualcosa che gli Stati Uniti possono permettersi e dovrebbero quindi impegnarcisi.
L’effetto combinato del mito della superiorità militare statunitense col mito dell’invulnerabilità americana si traduce in un senso americano di distacco, o addirittura di impunità, che non è affatto sostenuto dai fatti. Spero solo vivamente che il popolo degli Stati Uniti non scoprirà quanto si sbagli nel modo più duro.
Nel frattempo, il Capo dello Stato Maggiore Generale russo Gerasimov ha annunciato [in russo] che la Russia ha completato quello che ha definito un “sistema di deterrenza non nucleare” basato sui missili Iskander-M, Kalibr e Kh-101. Secondo il generale Gerasimov, le forze armate russe hanno ora abbastanza sistemi d’arma ad alta precisione per colpire qualsiasi bersaglio entro un raggio di 4000 Km. Inoltre, Gerasimov ha dichiarato che il numero di piattaforme in grado di lanciare tali missili è aumentato di dodici volte, mentre il numero di missili da crociera ad alta precisione è aumentato di 30 volte. Il Generale Gerasimov ha anche spiegato che le capacità combinate del missile Kalibr, del sistema missilistico di difesa costiera mobile Bastion [in inglese] e del sistema di difesa aerea S-400 consentono alla Russia di controllare pienamente lo spazio aereo e la superficie dei mari Baltico, di Barents, del Mar Nero e del Mediterraneo (una A2AD coi fiocchi!). Gerasimov ha concluso il suo briefing dicendo che “lo sviluppo di armi ad alta precisione ha reso possibile spostare il peso principale della dissuasione strategica dalle forze nucleari a quelle non nucleari”.
Per valutare appieno le implicazioni di ciò che Gerasimov ha detto, si prega di considerare questo: la deterrenza è per definizione [in inglese] l’azione di scoraggiare un’azione o un evento attraverso l’innesco di dubbi o paura delle conseguenze. Quello che Gerasimov sta dicendo è che la Russia ha abbastanza capacità convenzionali, non nucleari, per infliggere danni inaccettabili agli USA. Questo è qualcosa di assolutamente nuovo, un fattore fondamentale che può cambiare le carte in tavola. La cosa più importante è la dichiarazione ufficiale di un ufficiale superiore russo, che afferma che gli Stati Uniti non hanno alcuna superiorità tecnologica, e che gli Stati Uniti sono vulnerabili ad un contrattacco devastante, anche convenzionale. Con una breve frase il Generale Gerasimov ha mandato in pensione i due più importanti miti della teoria geostrategica statunitense.
Tenete presente che, a differenza delle loro controparti statunitensi, i russi tendono a sottovalutare le capacità militari russe. Troverete che i media russi sbraitano di come i sistemi d’arma russi siano “assolutamente impressionanti e i migliori al mondo”, ma il personale militare in Russia ha ancora una cultura aziendale di segretezza e di sottovalutazione delle tue capacità reali al nemico. Inoltre, mentre gli ufficiali inferiori possono dire praticamente tutto ciò che vogliono, gli ufficiali superiori sono tenuti a rispettare regole molto rigide, e devono valutare attentamente ogni parola che dicono, in particolare gli ufficiali in servizio. Quindi, quando il Capo di Stato Maggiore dichiara ufficialmente che la Russia ha ora una capacità di deterrenza strategica convenzionale – potete stare sicuri che è vero.
Purtroppo i media occidentali sono ancora bloccati nella modalità “idiota totale” che abbiamo visto durante il transito della portaerei russa dall’Atlantico settentrionale al Mediterraneo: da un lato l’Admiral Kuznetsov è stata presentata come un vecchio secchio arrugginito, mentre dall’altro le forze della NATO l’hanno costantemente tenuta d’occhio come se stesse per attaccare Londra. Allo stesso modo, i politici statunitensi presentano la Russia come una “stazione di servizio”, affermando al tempo stesso che questa “stazione di servizio” ha la capacità di decidere chi vive nella Casa Bianca.
Questo tipo di giornalismo non è solo inutile, ma pericoloso. Da una parte l’affermazione “i russi sono dei bruti arretrati” favorisce un atteggiamento arrogante e spavaldo. Dall’altra, parlare continuamente di false minacce russe si traduce in un caso molto pericoloso di “Al lupo! Al lupo” in cui tutte le possibili minacce russe (comprese quelle molto reali) vengono liquidate come pura propaganda. La realtà è, naturalmente, molto diversa e semplice in modo binario: la Russia non rappresenta assolutamente una minaccia per gli Stati Uniti o per nessun altro (compresi i tre staterelli baltici). Ma se alcuni politici occidentali decidono che sono più intelligenti e più forti di Napoleone o di Hitler, e che finalmente metteranno i russi in ginocchio, allora essi e il loro paese saranno distrutti. Sì, è davvero così semplice.
Il Saker
deca
 

"CILIEGINA sulla torta": il primo missile balistico

sottomarino del mondo, lo Status-6 russo con testata al Cobalto

 
(di Franco Iacch)
Non è mai facile provare a stilare una classifica dei sistemi d’arma più innovativi presentati nell’anno ormai concluso. Peggio, provare a decretarne la migliore, intesa come quella che più ha stupito per concezione, potenza, capacità ed innovazione. E perché no, anche per “cattiveria”, intesa come la possibilità di colpire con devastante potenza i sopravvissuti ad un olocausto nucleare.
Ufficialmente non è ancora in servizio, ma se divenisse realtà, sarebbe un incubo per la NATO e gli USA. Senza dubbio, “l’arma del 2015” è il primo missile balistico sottomarino del mondo: lo Status-6 russo.
Stiamo parlando di un “mostro”. Nello specifico si tratta di un siluro radioattivo a propulsione nucleare in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca. Secondo la descrizione ufficiale di Mosca, il sistema “Ocean Multipurpose System: Status-6”, è stato progettato per “provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”. Il prototipo dovrebbe essere pronto entro il 2018 con prove in mare previste per l’anno successivo.
“Il sistema d’arma del 2015” dovrebbe avere un’autonomia di 10.000 chilometri, una capacità di immersione di mille metri ed una velocità di 100 nodi. Due i sottomarini opportunamente modificati per lanciare lo Status-6: il "Belgorod" ed il "Khabarovsk", evoluzioni della classe Oscar II. E’ chiaramente un ICBM sottomarino con una testata al cobalto, un'arma nucleare strategica.
Lo Status-6 è stato progettato per essere un sistema missilistico automatico di rappresaglia. Anzi, è stato progettato esclusivamente per tale scopo. Qualora gli USA dovessero spazzare via la leadership russa con un attacco preventivo, gli Status-6 verrebbero lanciati dalle profondità del mare.
E’ chiaramente un ragionamento da guerra atomica, con fazioni che ormai non hanno nulla da perdere. Appare evidente che se anche gli USA attaccassero preventivamente, sarebbero comunque colpiti, nella migliori delle ipotesi, da almeno cento testate nucleari russe. Lo Status-6 sarebbe solo un pensiero in più, ma non di certo il peggiore.
Ma lo Status-6 non è soltanto una delle tante armi dell’inventario strategico russo, ma è quella definitiva per la sua capacità di creare “zone morte radioattive” a lungo termine. La sua testata al cobalto sarebbe devastante per le risorse naturali come la pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Lo Status-6 è stato progettato per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare. Nonostante ciò, i dubbi sull’Ocean Multipurpose System rimangono.
Ci si chiede, ad esempio, come possa navigare in sicurezza a mille metri di profondità ed a quella velocità. Sappiamo che i russi hanno compiuto enormi progressi nella super-cavitazione, ma quella tecnologia è stata poi impiegata sui sistemi Shkval. Ma i siluri Shkval sono comunque armi tattiche progettate per affondare le navi. Lo Status-6 è invece un'arma nucleare strategica. Contro di essa, non esiste difesa.

deca

"RUSSIA: eseguito il test segreto sul drone a propulsione nucleare: spie USA "si tratta del micidiale STATUS-6"

(di Franco Iacch)
Il primo missile balistico sottomarino del mondo, lo Status-6, nome in codice Kanyon per il Pentagono, è stato testato il 27 novembre 2016 durante un’operazione segreta. Per le agenzie di intelligence Usa non ci sarebbero dubbi: ad essere stato lanciato da un sottomarino classe Sarov, progetto 20120, sarebbe stato l’Ocean Multipurpose System: Status-6.
Andiamo con ordine. Durante le riprese dell’incontro tra Vladimir Putin ed i funzionari della Difesa, che si è svolto a Sochi il nove novembre del 2015, alcune emittenti russe ripresero “sbadatamente” (v. fotogramma apertura) le informazioni del progetto ultra-segreto tra le mani di un generale. Particolarmente moderata fu la reazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: "È vero, informazioni classificate sono state riprese dalle telecamere. Alcune le abbiamo fatte cancellare, ma non siamo riusciti a ritirare l’intero girato. Ci auguriamo che questo non accadrà più in futuro”.
In pochi credettero che un progetto del genere fosse sfuggito per una fortuita coincidenza ai militari russi, considerando che la riunione verteva proprio sulle contromisure da adottare in uno scontro ipotetico contro la NATO e gli Stati Uniti (una palese presa per il culo verso i sionisti).
Se il test rilevato il 27 novembre 2016 dal Pentagono, riguardasse proprio lo Status-6, quella avvenuta nel 2015 sarebbe stata una colossale operazione di disinformazione volta a ingannare gli Stati Uniti.
Nel filmato diramato, infatti, si posticipava al 2018 il test in mare del prototipo.
LOcean Multipurpose System: Status-6, è un siluro radioattivo a propulsione nucleare in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca. Secondo la descrizione ufficiale di Mosca, il sistema Ocean Multipurpose System: Status-6 è stato progettato per “provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo.
Il primo prototipo, contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, è stato testato.
Lo Status-6 dovrebbe avere un’autonomia di 10.000 chilometri, una capacità di immersione di mille metri ed una velocità di 100 nodi: sarebbe certamente in grado di bypassare il sistema di difesa della NATO. È chiaramente un ICBM sottomarino con una testata al cobalto, un'arma nucleare strategica.
Lo Status-6 è stato progettato per essere un sistema missilistico automatico di rappresaglia. Qualora gli USA dovessero spazzare via la leadership russa con un attacco preventivo, gli Status-6 verrebbero lanciati dalle profondità del mare. È chiaramente un ragionamento da guerra atomica, con fazioni che ormai non hanno nulla da perdere. Appare evidente che se anche gli USA attaccassero preventivamente, sarebbero comunque colpiti, nella migliori delle ipotesi, da almeno cento testate nucleari russe.
Lo Status-6 sarebbe solo un pensiero in più, ma non di certo il peggiore. Lo Status-6 non è soltanto una delle tante armi dell’inventario strategico russo, ma è quella definitiva per la sua capacità di creare zone morte radioattive a lungo termine. La sua testata al cobalto sarebbe devastante per le risorse naturali come la pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Lo Status-6 è stato progettato per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare.
Anche sui sottomarini in grado di lanciare lo Status-6, i russi potrebbero aver effettuato un’operazione di depistaggio. Inizialmente si pensava che a lanciare lo Status-6 sarebbero stati il K-139 Belgorod ed il Khabarovsk, sottomarini evoluzioni della classe Oscar II. Del K-139 sappiamo che dovrebbe svolgere missioni di rappresaglia, mentre del Khabarovsk, progetto 09851, simile alla classe Borei, non sappiamo quasi nulla.
Le agenzie di intelligenza statunitensi, però, affermano che a lanciare il prototipo a propulsione nucleare sarebbe stato il B-90 Progetto 20120, sottomarino sperimentale compatibile con il tipo di operazione svolta il 27 novembre 2016.
Il Progetto 20120, ispirato progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è associato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori.
Quindi è da ritenere certo che tra metà 2017 e inizio 2018 più esemplari di Status-6 siano già operativi.......

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